Ammissibilità della servitù di parcheggio

 Le Sezioni Unite, con sentenza n. 3925/2024, intervenendo sulla questione dibattuta relativa all’ammissibilità della servitù di parcheggio, hanno aderito all’orientamento favorevole e più recente della giurisprudenza, respingendo la teoria secondo cui il parcheggio di autovetture su un'area poteva costituire legittima manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, ma non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, diritto caratterizzato dalla cosiddetta "realitas", intesa come inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso: si riteneva, infatti, che la mera "commoditas" di parcheggiare l'auto per specifiche persone con accesso al fondo (anche numericamente limitate) non potesse in alcun modo integrare gli estremi della utilità inerente al fondo stesso, risolvendosi, viceversa, in un vantaggio personale dei proprietari. La posizione della dottrina è, invece, sempre stata prevalentemente favorevole alla costituzione della servitù di parcheggio, ritenendo che la facoltà di parcheggiare l’auto sul fondo servente fosse certamente idonea ad arrecare una utilità al singolo, ma allo stesso tempo idonea ad arrecare un vantaggio per il fondo dominante rendendolo maggiormente utilizzabile. Pertanto, la costituzione di servitù avente ad oggetto il parcheggio di un'autovettura su fondo altrui è da ritenersi ammissibile a condizione però che il diritto costituito presenti: 1) il requisito dell’immediatezza (nel senso che il titolare del fondo dominante debba potersi avvalere dell’utilitas derivante dalla servitù), 2) il requisito dell’inerenza al fondo servente, 3) il requisito della vicinanza, 4) il requisito dell’utilitas ossia deve costituire uno strumento per migliorare l’utilizzazione del fondo dominante.


Autore: Giovanni Maria Plasmati 28 maggio 2026
La Cassazione, ordinanza, 31 marzo 2026, n. 7972, sez. II civile ha affermato che in caso di vendita immobiliare la mendace dichiarazione dell’alienante relativa al titolo abilitativo determina la nullità dell’atto ai sensi degli artt. 46 d.P.R. n. 380 del 2001 e 40 l. n. 47 del 1985, dovendo il titolo realmente esistere ed essere riferibile al bene oggetto del trasferimento, perché la norma è volta a escludere il commercio di immobili abusivi. (Nella specie la S.C. ha ritenuto mendace la dichiarazione del venditore di aver presentato domanda di condono perché era falsa la dichiarazione, contenuta in tale domanda, circa la data di ultimazione dei lavori, e l’immobile non era, pertanto, suscettibile di sanatoria).
Autore: Giovanni Maria Plasmati 28 maggio 2026
La Cassazione, sentenza, 20 aprile 2026, n. 10382, sez. III civile ha precisato che la designazione del beneficiario, quale che sia la forma prescelta fra quelle previste dall’art. 1920, comma 2, c.c., costituisce un atto inter vivos con effetti post mortem, sicché l’individuazione quali beneficiari degli “eredi testamentari o, in mancanza, gli eredi legittimi” ne comporta l’identificazione soggettiva con coloro che, al momento della morte dello stipulante, rivestano tale qualità in forza del titolo della astratta delazione ereditaria prescelto dal medesimo contraente, spettando al giudice di merito accertare se, secondo l’effettiva volontà del testatore, l’assegnazione di beni determinati configuri una successione a titolo universale o debba, invece, interpretarsi come legato, con valutazione insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata
Autore: Giovanni Maria Plasmati 28 maggio 2026
In tema di domanda ex art. 2932 c.c., il relativo termine di prescrizione è suscettibile di essere interrotto, ai sensi dell’art. 2944 c.c., dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale lo stesso può essere fatto valere, a nulla rilevando, in senso contrario, la natura potestativa del diritto che viene in rilievo.
Autore: Giovanni Maria Plasmati 28 maggio 2026
E' quanto statuito dall'Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 108/2026 del 26 maggio 2026 
Autore: Giovanni Maria Plasmati 28 maggio 2026
La Corte di Giustizia dell’Unione europea ( causa C-789/23, sentenza 11 dicembre 2025) dichiara l’incompatibilità di una norma nazionale che subordina l’iscrizione nel registro nazionale dello stato civile di un atto di matrimonio, concluso in un altro Stato membro, alla condizione che abbia come requisito formale necessario il c.d. numero di identificazione personale di almeno uno dei coniugi.
Autore: Giovanni Maria Plasmati 28 maggio 2026
Il Consiglio nazionale del notariato, con delibera n. 4-31 del 17 aprile 2026, ha approvato le seguenti modifiche ai Principi di deontologia professionale dei notai, che entrano in vigore alla data di pubblicazione della presente Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.119 del 25-05-2026) art. 59. Ai sensi e per gli effetti della legge 21 aprile 2023 n. 49 in materia di equo compenso, nell’ambito dei rapporti professionali aventi ad oggetto lo svolgimento delle attività notarili in favore: a) di imprese bancarie e assicurative, delle loro società controllate e delle loro mandatarie; b) delle imprese che nell’anno precedente al conferimento dell’incarico hanno occupato alle proprie dipendenze più di cinquanta lavoratori o hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro; c) della pubblica amministrazione e delle società disciplinate dal testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, ad esclusione delle prestazioni rese in favore di società veicolo di cartolarizzazione e in favore degli agenti della riscossione, il notaio non può convenire o preventivare un compenso che non sia giusto, equo e proporzionato alla prestazione professionale richiesta e non sia determinato in applicazione dei pertinenti decreti ministeriali vigenti.
Autore: Giovanni Maria Plasmati 28 maggio 2026
La Legge 22 maggio 2026, n. 88 di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.117 del 22-05-2026 al l’art. 1 “Trattamento IVA delle operazioni permutative e delle dazioni di pagamento” (commento in CNN Notizie del 2 gennaio 2026) prevede l'assoggettamento ad IVA di tali atti .
Autore: Giovanni Maria Plasmati 19 maggio 2026
La tassazione ricorre solo nel caso di enunciazione senza contestuale estinzione dello stesso e sempre che sia certo nel suo ammontare secondo quanto statuito dalla Cass ord 22 dicembre 2025 n. 33513 (che prevede l'esenzione qualosta debito si estingue con contestuale cessione ex art 22 comma 2 TUIR)
Autore: Giovanni Maria Plasmati 19 maggio 2026
Questo è quanto stabilito dalla Cass 16 settembre 2025 n. 25318
Autore: Giovanni Maria Plasmati 20 marzo 2026
La Risposta a interpello n.52 del 25 febbraio 2026 conformemente a quanto statuito nella SSUU n.7682 del 16 marzo 2023, afferma che la ricongnizione di debito contenuta in una scrittura privata registrata senza autentica di firma sconta l'imposta fissa di registro in quanto la ricognizione non ha natura sostanziale (non costituisce di per se fonte autonoma di obbligazione) ma meramente probatoria (inversione onere della prova sulla reale esistenza della fonte di obbligazione). Ai sensi dell'art. 5 TUR (Caso d'uso) e dell'art. 6 (tassazione secondo natura dell'atto) pertanto l'atto sconta l'imposta fissa se non contenuta in un atto notarile soggetto a registrazione in termine fisso e sconta l'imposta dell'1% se in tale scrittura vi è modifica dell'obbligazione originaria